Che cos’è l’attacco di panico: come riconoscerlo e curarlo

Che bello sarebbe fare un viaggio alle Maldive! ( Mmmm… ma come faccio a prendere l’aereo?). 

Andiamo a cena fuori sabato sera! ( …e se poi mi sento male? 

Se mi prende la tachicardia? Se voglio alzarmi dal tavolo e non posso? Se per andare al ristorante dobbiamo prendere l’autostrada?….) 

Quanti di voi potrebbero rispondere così ad un normale invito, ad una piacevole giornata di svago ,ad un impegno seppur importante ?

Chi ha provato l’attacco di panico , pur di non correre il rischio di riprovare tutte quelle brutte sensazioni fisiche e mentali già sperimentate, non può far altro, con rammarico, dispiacere e velata vergogna di rispondere: ” No, grazie ma non posso… 

VORREI MA NON POSSO. 

 È proprio questa la frase che accompagna troppo spesso chi ha conosciuto un’ansia così debordante da trasformarsi in uno o più attacchi di panico e da quel momento si è visto costretto a limitare fortemente la propria vita. 

Si può parlare di attacco di panico quando nel giro di pochi minuti e senza uno stimolo scatenante concreto si evidenziano almeno 4 di questi stimoli specifici: 

  • 1) palpitazioni, tachicardia
  • 2) sudorazione
  • 3) tremori
  • 4) dispnea o sensazione di soffocamento
  • 5) sensazione di asfissia
  • 6) dolori o fastidio al petto –
  • 7) nausea o disturbi addominali
  • 8) sensazione di sbandamento, instabilità, paura di svenire
  • 9) paura di perdere il controllo o impazzire
  • 10) parestesie quali torpore o formicolio agli arti
  • 11) brividi o vampate di calore
  • 12) paura di morire.

Sono tutte sensazioni da fastidiose a spaventose che rimangono nella mente di chi le ha sperimentate con un unico desiderio: NON PROVARLE PIÙ. 

INTERVENIRE si può e si deve per poter ritrovare il piacere e la libertà di dire: SE VOGLIO POSSO.  

Dagli attacchi di panico si guarisce, anche se il ricordo e il timore di riviverli tendono a durare nel tempo.

È LA PAURA DI AVERE PAURA CHE DEVE ESSERE SUPERATA. 

Un serio percorso di psicoterapia , talvolta associato a farmaci ( ma non necessariamente) porta alla presa di coscienza dei meccanismi che hanno portato all’attacco di panico e quindi al loro sblocco. Terapeuta e paziente analizzano insieme le modalità con cui si scatena, quale è il vissuto prima, durante e dopo la crisi, quali pensieri disfunzionali contribuiscono a tenere in vita il problema , quali strategie usare per far fronte all’ insorgere del problema e i comportamenti più adatti a gestire la crisi, quali conflitti interni ed esterni rimasti irrisolti si esprimono con il sintomo ansioso .

Il percorso psicoterapeutico ha lo scopo di riportare il soggetto a poter godere delle piccole e grandi cose quotidiane che la “malattia” ha reso difficili. 

Quello della psicoterapia è un viaggio stimolante che porta all’autoconsapevolezza del nostro funzionamento mentale ed emotivo, alla conoscenza delle nostre potenzialità, a rispondere adeguatamente alle angosce e alle domande che non hanno trovato risposta nel passato. Ci aiuta a riconoscere e a chiamare col loro nome sentimenti, emozioni e sensazioni che, se non comprese e inespresse , si accumulano dentro di noi come tossine pronte a deflagrare in un terrore senza nome: l’ATTACCO DI PANICO.

Uno spazio per comprendere

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