Costruire un buon rapporto genitori/figli non è sempre semplice e lineare.
I nostri figli crescono in fretta: quando sono piccoli ci pongono domande che talvolta possono metterci in difficoltà ma che hanno tutto il diritto di trovare risposte semplici ma esaurienti per il piccolo che ce le ha poste.
Appena crescono sviluppano competenze (computer, cellulari, giochi interattivi) che spesso superano di gran lunga le nostre.
Quando diventano adolescenti ci sembra di non riconoscerli proprio più. Eppure sono la nostra gioia, il nostro, orgoglio; saremmo disposti a tutto pur di vederli sorridere. Non li vorremmo mai tristi e scontenti e spesso ripetiamo: “voglio per lui, per lei, tutto quello che non ho avuto per me. Forse, a monte di alcune difficoltà che si incontrano nel crescere i nostri figli, c’è questo errore di fondo, seppur fatto con le migliori intenzioni.
I nostri figli non vogliono quello che vogliamo noi, non sono NOI e spesso hanno bisogni più semplici di quanto noi pensiamo.
Molti genitori sono “troppo” attenti e preoccupati di non essere considerati buoni genitori. Quest’ansia li conduce ad anticipare bisogni e desideri dei ragazzi e, spesso senza volerlo, inducono in loro esigenze a cui non avrebbero neppure pensato. Negli incontri con i genitori che teniamo nelle scuole e nel nostro studio di Psicoterapia Montecarlo, amiamo sottolineare come per il 90 per cento dei ragazzi, la famiglia resta ancora la base più solida e necessaria come valore e sicurezza. Alla famiglia seguono poi gli amici, la salute, il loro futuro, gli esempi degli adulti che loro incontrano.
I nostri ragazzi hanno bisogni di adulti autorevoli e non autoritari, di papà che li ascoltano con attenzione e li guardano negli occhi senza interromperli. Quando non sono d’accordo con le idee dei loro figli o con le loro richieste, devono sentirsi sereni nel comunicare il loro punto di vista, ma sempre con rispetto e non con rabbia (spesso dettata dalla frustrazione).
Un figlio che cresce è alla ricerca di se stesso e può trovarsi, solo se davanti a lui c’è qualcuno che gli risponde e, quando è necessario, che gli sappia resistere.
Gli adolescenti, in particolare, sono sempre più in attesa di trovare figure di adulti che siano fiduciosi in se stessi e nelle proprie capacità educative, perché solo così avranno davanti un esempio concreto di cosa significa essere o diventare adulti sicuri e fiduciosi.
I nostri figli hanno bisogno di risposte, talvolta anche di sentirsi dire NO, di vedere stabilite regole che possono essere discusse con loro affinché vengano comprese e poi rispettate.
Un altro punto importante nella relazione con loro è fare attenzione al modo in cui ci esprimiamo: se non siamo d’accordo con le loro azioni, un conto è dire: “quello che hai fatto non va bene, non è corretto” tutt’altra cosa è dire: “tanto lo sapevo, sei sempre il solito.
Ancora: siate GENITORI dei vostri figli e NON AMICI dei vostri figli. Gli amici sono quelli di scuola, di calcio, della piazzetta.
I nostri figli sono rassicurati se in casa trovano una mamma competente, pronta alla confidenza ma non “complice” per compiacerli o per sentirsi dire: “mamma sei come la mia miglior amica”.
Ricordiamoci che la nostra missione è quella di aiutare i nostri figli a diventare quello che desiderano essere e non quelli che noi abbiamo sognato fossero.
Se riusciamo a tener fede a questo progetto, tanto difficile da apprendere quanto da insegnare, avremmo buone possibilità di essere genitori sufficientemente buoni e orgogliosi, di essere genitori di figli che diventeranno migliori di noi.







