Mangiare troppo? Mangiare poco? Mangiare male.

I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

I disturbi del comportamento alimentare sono sempre più frequenti e causano disagi non solo a chi ne è affetto ma anche ai familiari che non riescono a concepire il cambiamento del proprio figlio, figlia, fratello, amico. È difficile per loro comprendere come il cibo possa, all’improvviso e apparentemente senza motivo, diventare un nemico, una cosa sporca, un pensiero costante e angosciante intorno al quale ruota tutta l’organizzazione della giornata.

I disturbi del comportamento alimentare più frequenti sono ANORESSIA NERVOSA, BULIMIA NERVOSA E BINGE EATING DISORDER. Quest’ultimo presenta caratteristiche comuni agli altri due disturbi alimentari più noti ma porta maggiormente tutti i rischi e problemi fisiologici legati a sovrappeso e obesità ( diabete, ipertensione, disturbi vascolari e articolari). L’ANORESSIA NERVOSA colpisce con frequenza ragazze tra i 14 e i 20 anni ( spesso anche prima) e sono in aumento casi di anoressia anche tra i maschi. Il problema si manifesta con un’eccessiva preoccupazione per il peso e le forme corporee, con una dieta ferrea ed evitamento di molti cibi. Le ragazze si vedono sempre troppo grasse anche quando il loro peso è oggettivamente sotto la norma. I rischi fisici e psicologici sono severi fino a diventare devastanti: la fame alla fine colpisce anche il cervello. Prima si mangia tutta la massa grassa , poi colpisce i muscoli e gli organi interni . Se all’inizio dei digiuni forzati ci si sente potenti e lucidi, ad un certo punto tutto crolla, i pensieri non sono più lucidi, inizia il freddo, la mancanza di mestruazioni, l’isolamento sociale…ma ancora ci si vede grassi, ci si sente puri solo col digiuno o peggio ancora si iniziano ad usare mezzi di compenso: lassativi, diuretici, vomito indotto . Da qui alla    

 BULIMIA NERVOSA il passo è breve e spesso fuori dal controllo. La bulimia nervosa è caratterizzata da lunghi periodi di digiuno seguiti da abbuffate , spesso notturne, durante le quali viene ingurgitata una grande quantità di cibo in un periodo di tempo estremamente breve. L’abbuffata finisce sempre con forti sensi di colpa a cui spessissimo seguono uso di lassativi e/o un vomito incontrollato . Il discorso su questi tipi di disturbi sarebbe veramente ampio e affascinante proprio per la severità con cui tali disagi si manifestano ed hanno forte risonanza sul personale e sul sociale . 

Dopo anni di lavoro con ragazze che sono passate nel tunnel dei disturbi alimentari e con cui ho condiviso forti emozioni , vorrei riportare un pensiero tratto dal libro di Michela Marzano “Volevo essere una farfalla” che, in poche righe esprime tutto ciò che, ne sono certa, arriverà al cuore delle mie pazienti, ex-pazienti e tutti coloro che si trovano ad attraversare questo guado: 

l’anoressia non passa così, da sola . Ma non è nemmeno una battaglia che si vince. L’Anoressia è un sintomo che porta allo scoperto ciò che fa male dentro . La paura, il vuoto, l’abbandono, la violenza, la collera. È un modo per proteggersi da tutto ciò che sfugge al controllo. Anche se, a forza di proteggersi si rischia di morire

Michela Marzano, Volevo essere una farfalla Edizione Feltrinelli

Uno spazio per comprendere

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